Sullo sfondo dei Patti Lateranensi, che accordavano una posizione di privilegio al cattolicesimo romano, la chiesa valdese e alcune altre chiese minoritarie si videro riconosciute dal fascismo con la legge sui culti ammessi.
Se fin dall'inizio le popolazioni contadine delle storiche Valli del Piemonte furono radicalmente avverse a un regime da cui temevano nuove persecuzioni, in generale i valdesi mostrarono un atteggiamento cauto, per dirla con Miegge, di "sottomissione cortese, ma esteriore, reticente".
La sua testimonianza rende qui giustizia al sentire più autentico e diffuso tra i valdesi durante il ventennio, che da opposizione passiva e serpeggiante andò crescendo fino a sfociare in un'ampia partecipazione alla Resistenza.
Uscito originariamente in francese, il libro di Giovanni Miegge tenta una storia dei rapporti tra il fascismo e le chiese evangeliche raccontando il periodo compreso tra il 1929, anno del Concordato con la chiesa cattolica, e il 1943, anno della caduta del regime, per poi passare alla peculiare storia della Resistenza nelle Valli valdesi del Piemonte.
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